Rieti, un match per sperare
«I giocatori sono uniti e motivati: a Treviso hanno rischiato di vincere. Ma la Virtus ha un certo Boykins...»H presidente Papalia «Onoreremo fino in fondo il campionato a cominciare da oggi contro La Fortezza»di Mario ArceriA Rieti arriva la Virtus Bologna, vale a dire la "vecchia signora" del basket, una specie di Juventus dei canestri. In altri tempi sarebbe stata una giornata di festa, questa volta l'attesa porta con sé l'ombra pesante del futuro a rischio del sodalizio sabino e, altrettanto importante, della regolarità stessa del campionato, anche se, a questo timore, il presidente della Nuova Sebastiani, Gaetano Papalia, si ribella con fermezza: «Vogliamo onorare il nostro impegno fino in fondo, a cominciare da questa sera con La Fortezza. Non cederemo altri giocatori, arriveremo fino all'ultima giornata con questa squadra, lottando per salvarci. Se avessimo voluto far cassa alienando i nostri pezzi migliori, lo avremmo fatto alla fine del girone di andata, per mettere tutte le altre squadre di fronte ad una situazione comune».Qualche pezzo, però, la Solsonica lo ha già perso. Prato è andato a Cantù, Hu-balek giovedì ha rifiutato di allenarsi: «L'addio di Prato l'abbiamo subito. Era da novembre che chiedeva di andare via. Hubalek sa che martedì o mercoledì prossimo gli verranno saldate le pendenze. Nel suo caso sembra essere più un fatto tecnico che economico: vuole avere un minutag-gio maggiore».PROMESSE - Ma, presidente, qual è la reale situazione della Nuova Sebastiani? «Presto detto, siamo fuori di un milione di euro, tra promesse non mantenute, comequella della Regione che aveva assicurato 300.000 euro, la contrazione del pubblico, l'aumento degli oneri per la svalutazione dell'euro nei confronti del dollaro. I soci si sono impegnati per due milioni di euro, ma è chiaro che non si può andare avanti in questo modo, e va tenuto presente che il nostro budget è il più basso dell'intera Serie A, intorno ai tré milioni e 200.000 euro. Non abbiamo insomma fatta-spese pazze ma ci eravamo or'ganizztìtt,' sUllù base delle risorse disponibili, per una stagione onorevole, avendo come obiettivo la permanenza in Serie A e il progressivo risanamento della situazione debitoria pregressa».E invece? «Invece, se Comune e Provincia hanno mantenuto fede ai propri impegni, dalla Regione c'è solo silenzio, e qualche piccolo sponsor ha diminuito il proprio contributo per via della crisi in atto. Il bello è che i contributi pubblici sono stanziati ma arriveranno tra un anno e questo potrebbe creare a fine mese qualche problema con la verifica della Comtec».Lei ha detto di voler mantenere Rieti nel basket nazionale, al limite nella A dilettanti: «In realtà, da vecchio tifoso, prima ancora che da dirigente, spero e confido di lasciare la squadra in Serie A, e cioè di salvarla. Già domenica scorsa, pur senza Prato, siamo andati a un passo dal vincere o Treviso. Comunque me ne andrò sema danneggiare in alcun modo la mia città e il suo basket».CONFRONTO IMPOSSIBILE -Ed oggi l'attende un altro confronto, quasi impossibile, con la Virtus Bologna: «Ce la giocheremo fino all'ultimo secondo. Dall'incontro di giovedì, il gruppo è uscito ancorpiù unito e determinato. E poi l'inerzia è dalla nostra parte: in una classifica delle ultime dieci partite ci collochiamo al quinto, sesto posto». Ma anche la Virtus va forte: «La Fortezza è forte, e quindi l'esito della partita dipenderà da come si scenderà in campo, noi e loro. Ho parlato con i giocatori: Green, Campbell, Thomas, Skiavos, Gigena, sono atleti di grande carattere e molto uniti tra di loro. Lino Lardo è assai carico e io sono sicuro che disputeremo una partita di grande intensità. Se la Virtus ci prenderà sotto gamba, venendo a Rieti convinta di affron-tre un squadra in smobilitazione, avrà una brutta sorpresa. Ma avrà visto sicuramente il filmato della gara con la Benetton e sa cosa l'attende. E poi, è chiaro, c'è Boykins: bastano cinque minuti di suo grande basket ' per risòlvere il 'matrch».








