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Claudio Sabatini alla FuturShow Station

Fonte Valentina Calzoni - www.bolognabasket.it
Anticipate dalle dichiarazioni del Presidente di Lega Valentino Renzi e dal Presidente della Scandone Avellino Vincenzo Ercolino, Claudio Sabatini alla FuturShow Station ha chiarito la sua posizione sul caso, ormai rientrato, di Matteo Boniciolli.

Valentino Renzi - “Credo che si debba tornare a parlare di basket, per il bene di tutti. Se quanto successo ieri è servito per fare chiarezza, allora possiamo vederla come accettabile, ma chiudiamola. E’ una di quelle situazioni che vanno affrontate con buon senso e tatto, e mettere la parola fine deve avere un giusto risalto, per poi concentrarsi sul fatto agonistico che non sulle chiacchere del quotidiano. Deve prevalere il buon senso, e chiudiamo questa parentesi. Poi noi non possiamo entrare nei rapporti tra le diverse società, a meno che non ci siano denunce vere e proprie: penso che il parlare sia la cosa migliore, per capire le situazioni e provare a risolvere le problematiche. Sulla voglia di Sabatini di non fare più le Final Eight? Abbiamo preso atto di questa volontà, rispettabilissima, con motivazioni che hanno fondamenti. Valuteremo eventuali soluzioni diverse, ma ancora non ci sono altre idee. Affronteremo questa problematica con molta tranquillità a fine stagione. E’ vero che la neutralità farebbe scemare certe polemiche che forse non aiutano, ma dipenderà dalle scelte delle società: gli impianti validi ci sono, vedremo di decidere”

Vincenzo Ercolino - “Deve essere una partita tranquilla, con tanti a vedere lo spettacolo, per dimostrare quello che siamo sempre stati. Vogliosi di giocare e di vedere un clima sereno: lasciamo stare quei pochi facinorosi che potrebbero ingiuriare, perché non meritano che di questo venga fatto un caso”

Claudio Sabatini - “Ho preso questa decisione basandomi sulle sensazioni, partendo dallo stupore di una simpatia reciproca con la società di Avellino. Pensavo che lasciando a casa Boniciolli di aver messo un tampone, ma è stato peggio del buco. Mi ha fatto piacere parlare con il sindaco di Avellino e con Ercolino, e non posso rimanere sordo alla nota della Legabasket, oltre che al mondo dell’informazione che ha dato risalto a questa cosa. Il basket deve essere aggregazione e festa, poi è vero che ci sono cose poco carine, nate da affermazioni mal interpretate del nostro allenatore. Ma Boniciolli ha detto che voleva scendere, per cui mi sono trovato in minoranza. Scorso anno tornai indietro sulla decisione di mettere fuori rosa gli americani prima di Cantù e ho sbagliato: ora spero di aver fatto la scelta giusta. Quando Boniciolli parlò io stigmatizzai subito la cosa perché poteva essere una frase forte, ora andrò anche io ad Avellino per quella che deve essere una festa. Magari potevamo chiarirci in un altro modo, ma confermo la mia simpatia verso il presidente Ercolino: io andrò ad Avellino con l’animo sereno, sapendo che il tutto è nato per il dispiacere di un divorzio, di un amore spezzato tra la città e l’allenatore. Non ci sono certo problemi tra le società o le tifoserie, e quando abbiamo fatto questo comunicato di ieri è stato per provare a risolvere la situazione. Ben consigliato anche da Renzi, è giusto mettere l’interesse del movimento davanti a quelli personali, dato che diatribe tra noi e loro non ce ne sono mai state. Poi ripeto, il nostro mondo viene da una Final Eight dove ci sono state tante tifoserie messe insieme senza problemi.

Credo che Siena abbia ancora un livello tecnico e agonistico e mentale ben superiore al nostro. Noi adesso pensiamo ad Avellino, poi alla trasferta di Coppa, e poi a Rieti, dove molti hanno perso. Siamo consci di essere un bel gruppo, ma per essere l’Anti Siena dobbiamo ancora mangiare tanti panini. Portare l’Eurochallenge a Bologna? Mi auguro che il territorio comprenda che sarebbe qualcosa di buono per l’immagine della città. Noi in F8 siamo riusciti a chiudere in utile perché siamo arrivati in finale, per cui servono risorse che si uniscano alla nostra professionalità. Ma intanto cerchiamo di arrivarci, alle finali, e poi di giocarle in un contenitore che deve essere un riferimento, e non solo per il basket. Sul fatto che spesso cambio decisioni? A Cantù, ripeto, io li avrei tenuti fuori: Luchi e Pillastrini mi hanno fatto cambiare idea, ma visto il finale di stagione, e quanto siano serviti quei due punti, potevo restare della mia idea. Sul derby che non volevo giocare, è stato un dispetto di Pieraccioni e rischiavamo il -1 in classifica. Invece, su questa situazione attuale, ripeto: volevo risolvere il problema, questo si è ingigantito, quando pensavo che ormai, con l’archiviazione del caso della doppia firma, che tutto fosse finito.

La squadra? Abbiamo inserito Terry, ottimo acquisto, ma penso che ci sia ancora un gap mentale per arrivare maturi a raggiungere risultati: ma ho sempre saputo che eravamo una buona squadra, dovevamo solo ritrovarci, facendo anche passare il problema della denuncia federale nei confronti di Boniciolli che un po’ di serenità gliela aveva tolta. Su Boykins, sapevamo che ci potevano essere dei rischi, ma le Final Eight hanno dimostrato che abbiamo un play che può dare spettacolo oltre che giocare una bella pallacanestro. Langford? Dopo Conroy, ora prima di firmare un giocatore voglio vedere le cassette: sono rimasto con la biro in mano per il suo ingaggio, per uno che veniva da Soresina e Biella. Ma io do atto a Pasquali di averlo sostenuto e di avermelo descritto bene, e io non pensavo che anche a livello personale si sarebbe ambientato così bene. Pe questo posso dire di aver vinto la scommessa, mentre forse gli altri acquisti del mercato erano meno rischiosi: ora cercheremo di tenerlo qua a lungo. Su Pasquali posso anche dire che, dopo la sconfitta di Pesaro, c’era stato un rigetto da parte della squadra: lui è competente, ha un carattere forte, e dopo aver supportato per due mesi di più Pillastrini, quest’anno ho preferito esonerarlo, con una decisione amara ma umile. Arnold lo abbiamo provato, ma quando abbiamo trovato un giocatore che ci dava soddisfazione abbiamo preso Terry, che dovrebbe essere un punto di partenza per la prossima stagione. Blizzard invece è un ottimo elemento, ha fatto una scelta impulsiva e mal consigliata: noi vogliamo giocare a lungo, anche quando sarà molto caldo, e lui diventerà importante: potevo stracciare il contratto, ma lui sarà utile alla causa. Koponen? Non ho risposto alle battute di Meneghin, che ritiene ci siano tanti italiani del suo livello e che stiamo allenando un avversario della nostra Nazionale. Ma se questo è una prima scelta NBA, non è possibile che si siano tutti sbagliati: lui è venuto qui con la sua fidanzata, ha subito iniziato a prendere lezioni di italiano, ha un quadriennale e in finale ha dimostrato di poter dare lampi, oltre che una difesa fisica. E’ un investimento sul futuro: chi ha strategie a medio periodo deve guardarsi in giro, noi ce lo abbiamo già in squadra.

Arrivassimo in finale e perdessimo di nuovo con Siena? Andrei a piedi da San Lazzaro a Casalecchio: loro sono umani, ma sono i più forti di tutti. Ma il basket resta uno sport bellissimo, senza faccende precotte come in altri sport, anche se forse deve fare il salto di categoria su alcune cose, come il professionismo arbitrale, e in molti casi c’è troppo dilettantismo. L’aria però è quella per una rivoluzione positiva: se poi anche gli arbitri hanno deciso di non scioperare, vuol dire che hanno avuto rassicurazioni che molte cose cambieranno veramente. E io vado avanti, pur non essendo un mecenate come altri che per gestire un club fanno debiti da sette milioni di euro: si deve lavorare sui settori giovanili, sulle strutture, su grandi progetti”